Barrell-aged wine

Ce l’avete un vino stagionato in botti di whisky scozzese?

Quanto siamo lontani dall’ordinare o acquistare un vino dove il processo di invecchiamento sia un fattore centrale di scelta? Già 30 anni fa si poteva leggere “barriccato” (sic!) su diverse etichette, quasi a sottolineare “l’importanza” o il ricercato prestigio del vino Oggi, nel segmento del vino commerciale, stiamo assistendo ad una nuova spinta all’innovazione che nasce dall’inserimento di elementi tipici di altre bevande.

Qualche tempo fa avevamo scritto un post sulla crescente tendenza del mondo del caffé ad aprirsi a nuove sperimentazioni, quali le infusioni di frutta. Allo stesso tempo, sono stati immessi sul mercato caffé stagionati in botti di whisky, vino o rum qui).

Oggi, come segnalato in un post su Instagram da Robert Joseph, sugli scaffali dei supermercati inglesi sono sempre più numerosi gli esempi di vini “bourbon-aged; whisky-aged; rum-aged; and with a shot of coffee”. Brand commerciali molto forti (da 19 Crimes a Jakob’s Creek), che sono sempre attivi nell’analizzare i trend di consumo e l’evoluzione dei bevitori di vino, credono che l’inserimento di elementi tipici di altre bevande e alcolici possano attrarre la curiosità dei consumatori. Consumatori molto “fluidi” nel passare da una bevanda all’altra.

Vini, quindi, che acquistano sentori di spezie, affumicato e vaniglia tipici dei contenitori utilizzato per stagionare spirits, differenziati non dal vitigno o dal terroir ma dal distillato che aveva riempito la botte in precedenza, come ormai assodato, ad esempio, nel mondo del whisky.

Saranno prodotti di successo? Avranno un ciclo di vita breve? Come scrive anche Meininger’s International, quella dei vini affinati in botti da whisky non è solo una curiosità ma, visti i brand coinvolti, potrebbe essere una nicchia da tenere in osservazione.

E poi c’è il vino con infuso di caffé “cold brewed”

Quanto siamo lontani dall’ordinare o acquistare un vino dove il processo di invecchiamento sia un fattore centrale di scelta? Già 30 anni fa si poteva leggere “barriccato” (sic!) su diverse etichette, quasi a sottolineare “l’importanza” o il ricercato prestigio del vino Oggi, nel segmento del vino commerciale, stiamo assistendo ad una nuova spinta all’innovazione che nasce dall’inserimento di elementi tipici di altre bevande.

Qualche tempo fa avevamo scritto un post sulla crescente tendenza del mondo del caffé ad aprirsi a nuove sperimentazioni, quali le infusioni di frutta. Allo stesso tempo, sono stati immessi sul mercato caffé stagionati in botti di whisky, vino o rum qui).

Oggi, come segnalato in un post su Instagram da Robert Joseph, sugli scaffali dei supermercati inglesi sono sempre più numerosi gli esempi di vini “bourbon-aged; whisky-aged; rum-aged; and with a shot of coffee”. Brand commerciali molto forti (da 19 Crimes a Jakob’s Creek), che sono sempre attivi nell’analizzare i trend di consumo e l’evoluzione dei bevitori di vino, credono che l’inserimento di elementi tipici di altre bevande e alcolici possano attrarre la curiosità dei consumatori. Consumatori molto “fluidi” nel passare da una bevanda all’altra.

Vini, quindi, che acquistano sentori di spezie, affumicato e vaniglia tipici dei contenitori utilizzato per stagionare spirits, differenziati non dal vitigno o dal terroir ma dal distillato che aveva riempito la botte in precedenza, come ormai assodato, ad esempio, nel mondo del whisky.

Saranno prodotti di successo? Avranno un ciclo di vita breve? Come scrive anche Meininger’s International, quella dei vini affinati in botti da whisky non è solo una curiosità ma, visti i brand coinvolti, potrebbe essere una nicchia da tenere in osservazione.

E poi c’è il vino con infuso di caffé “cold brewed”

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