Enoturismo: quali prospettive?

La pandemia causata dal virus Covid-19 ha avuto un impatto estremamente forte nel 2020 sul business del turismo del vino, sul fatturato delle cantine e per il loro indotto. Ovviamente, le restrizioni ai viaggi sono la principale spiegazione del drastico calo dei visitatori internazionali che solo parzialmente sono stati compensati (in arrivi, presenze e ricavi) dagli enoturisti domestici.

Dal nostro punto di vista, le cantine dovrebbero mantenere una visione positiva del futuro dell’enoturismo, cercando proprio ora di aumentare o mantenere lo stesso livello di investimenti nel periodo post-pandemico, diversificando i mercati, prodotti e servizi, per ricostruire il loro turismo del vino a breve termine e a renderle meno suscettibili a turbamenti esterni a lungo termine.

Come possono le cantine sviluppare e migliorare la loro offerta di enoturismo?

ESPERIENZE: L’enoturismo è comunemente visto come un modo per presentare il vino e la cantina ai visitatori, aumentando le vendite delle cantine. Tuttavia, le esperienze stesse di degustazione rappresentano un potenziale flusso di reddito primario. In particolare, per quelle aziende vinicole in grado di offrire, la possibilità di intrattenere a lungo il turista in un ambiente immersivo vicino alla cantina offre un’opportunità sia per sviluppare un introito economico che per costruire un forte legame e una relazione a lungo termine con il visitatore.

DETTAGLI: In vista della bella stagione e della diffusione delle vaccinazioni, questo è il momento per le aziende vinicole di rivedere la propria offerta enoturistica che in molti casi, può significare ripensare l’intero marketing mix enoturistico, a iniziare da una cura di alcuni dettagli che ormai risultano scontati per i turisti come il wi-fi o la tv in camera: sanificazione, distanziamento, spiegazione di cosa si fa per garantire quel benessere “esteso” che non si limita più alla piscina o a un bel panorama, ma che fornisce risposta a sfumature più intime e fisiologiche (ripensiamo alla c.d. Piramide dei bisogni di Maslow). L’igiene, infatti, è diventata moneta fondamentale poiché la salute e la sicurezza sono al primo posto per un viaggiatore, per il quale le misure di prevenzione COVID-19 sono molto importanti da conoscere prima di scegliere un alloggio e possono essere più influenti nella loro decisione di prenotare rispetto al solo prezzo. Estensione di questo bisogno è la richiesta di ridurre al minimo il numero di punti di contatto, dal check-in/out al servizio in camera, dai pagamenti via mobile alle degustazioni in cantina.

SOSTENIBILITA’: La pandemia ha dato a tutti noi l’opportunità di pensare a come ci muoviamo sul pianeta e all’impatto che ha. Sebbene il settore del vino stia compiendo passi importanti in direzione della sostenibilità e nella lotta al cambiamento climatico, l’impegno per iniziative ecologiche è di grande importanza per molti dei viaggiatori di oggi. Anche all’ospitalità enoturistica viene richiesto di impegnarsi e dimostrare la riduzione dell’uso di acqua, delle emissioni di carbonio e dei rifiuti, così come l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e di cibo di provenienza locale. Questo andrà ben messo in evidenza nella propria offerta e nella conseguente strategia di comunicazione.

STRUMENTI: Rivedere la leva del prodotto significa progettare esperienze di enoturismo innovative attraverso l’implementazione di strumenti digitali, dalle degustazioni di vini online e tour digitali nelle aziende vinicole fino all’integrazione delle vendite online attraverso una piattaforma efficiente e ben gestita (interna o di terzi). Questo si estende alla promozione, dove si possono sfruttare gli strumenti della comunicazione a distanza per mostrare dal vivo luoghi e persone che accoglieranno i visitatori.

In ogni caso, cche sappiano da un lato convincere i visitatori a fare acquisti in cantina dopo una degustazione di vini o un tour in cantina, dall’altro a fidelizzarli come clienti abituali a lungo termine. Non scordiamo che i turisti soddisfatti sono più propensi a consigliare la cantina e il territorio ad altri, ad acquistare vino online dalla cantina e magari ritornare in futuro anche solo per il gusto dell’esperienza.

La pandemia causata dal virus Covid-19 ha avuto un impatto estremamente forte nel 2020 sul business del turismo del vino, sul fatturato delle cantine e per il loro indotto. Ovviamente, le restrizioni ai viaggi sono la principale spiegazione del drastico calo dei visitatori internazionali che solo parzialmente sono stati compensati (in arrivi, presenze e ricavi) dagli enoturisti domestici.

Dal nostro punto di vista, le cantine dovrebbero mantenere una visione positiva del futuro dell’enoturismo, cercando proprio ora di aumentare o mantenere lo stesso livello di investimenti nel periodo post-pandemico, diversificando i mercati, prodotti e servizi, per ricostruire il loro turismo del vino a breve termine e a renderle meno suscettibili a turbamenti esterni a lungo termine.

Come possono le cantine sviluppare e migliorare la loro offerta di enoturismo?

ESPERIENZE: L’enoturismo è comunemente visto come un modo per presentare il vino e la cantina ai visitatori, aumentando le vendite delle cantine. Tuttavia, le esperienze stesse di degustazione rappresentano un potenziale flusso di reddito primario. In particolare, per quelle aziende vinicole in grado di offrire, la possibilità di intrattenere a lungo il turista in un ambiente immersivo vicino alla cantina offre un’opportunità sia per sviluppare un introito economico che per costruire un forte legame e una relazione a lungo termine con il visitatore.

DETTAGLI: In vista della bella stagione e della diffusione delle vaccinazioni, questo è il momento per le aziende vinicole di rivedere la propria offerta enoturistica che in molti casi, può significare ripensare l’intero marketing mix enoturistico, a iniziare da una cura di alcuni dettagli che ormai risultano scontati per i turisti come il wi-fi o la tv in camera: sanificazione, distanziamento, spiegazione di cosa si fa per garantire quel benessere “esteso” che non si limita più alla piscina o a un bel panorama, ma che fornisce risposta a sfumature più intime e fisiologiche (ripensiamo alla c.d. Piramide dei bisogni di Maslow). L’igiene, infatti, è diventata moneta fondamentale poiché la salute e la sicurezza sono al primo posto per un viaggiatore, per il quale le misure di prevenzione COVID-19 sono molto importanti da conoscere prima di scegliere un alloggio e possono essere più influenti nella loro decisione di prenotare rispetto al solo prezzo. Estensione di questo bisogno è la richiesta di ridurre al minimo il numero di punti di contatto, dal check-in/out al servizio in camera, dai pagamenti via mobile alle degustazioni in cantina.

SOSTENIBILITA’: La pandemia ha dato a tutti noi l’opportunità di pensare a come ci muoviamo sul pianeta e all’impatto che ha. Sebbene il settore del vino stia compiendo passi importanti in direzione della sostenibilità e nella lotta al cambiamento climatico, l’impegno per iniziative ecologiche è di grande importanza per molti dei viaggiatori di oggi. Anche all’ospitalità enoturistica viene richiesto di impegnarsi e dimostrare la riduzione dell’uso di acqua, delle emissioni di carbonio e dei rifiuti, così come l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e di cibo di provenienza locale. Questo andrà ben messo in evidenza nella propria offerta e nella conseguente strategia di comunicazione.

STRUMENTI: Rivedere la leva del prodotto significa progettare esperienze di enoturismo innovative attraverso l’implementazione di strumenti digitali, dalle degustazioni di vini online e tour digitali nelle aziende vinicole fino all’integrazione delle vendite online attraverso una piattaforma efficiente e ben gestita (interna o di terzi). Questo si estende alla promozione, dove si possono sfruttare gli strumenti della comunicazione a distanza per mostrare dal vivo luoghi e persone che accoglieranno i visitatori.

In ogni caso, cche sappiano da un lato convincere i visitatori a fare acquisti in cantina dopo una degustazione di vini o un tour in cantina, dall’altro a fidelizzarli come clienti abituali a lungo termine. Non scordiamo che i turisti soddisfatti sono più propensi a consigliare la cantina e il territorio ad altri, ad acquistare vino online dalla cantina e magari ritornare in futuro anche solo per il gusto dell’esperienza.

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